Cittadella Giudiziaria
Architettura Contemporanea

CITTADELLA GIUDIZIARIA

(David Chipperfield)

 

La Cittadella Giudiziaria è la nuova sede del Tribunale di Salerno progettata da David Chipperfield nel 1999 ed attualmente in corso di completamento.

In conformità alla legge 717 del 1949, che prevede l'inserimento obbligatorio di opere d'arte negli edifici pubblici, nel 2002 fu bandito un concorso internazionale di idee la cui giuria, presieduta dallo stesso David Chipperfield e da Achille Bonito Oliva, selezionò tre opere (il Faro della Giustizia di Ben Jakober e Yannich Vu, quattro insegne al neon riguardanti i temi della giustizia realizzate da Joseph Kosuth e tre video sul processo ingiusto alle idee di Francesco Scognamiglio) per arricchire la struttura.

Un primo progetto per la Cittadella risale agli anni ottanta quando, l'allora sindaco di Salerno ne prevedeva la costruzione nella zona orientale della città.

Negli anni novanta l'amministrazione comunale di Salerno affidò il progetto all'architetto britannico David Chipperfield che la localizzò nel centro della città, nell'area dell'ex scalo merci.

 

Dopo un primo avvio dei lavori nel 2003, con la previsione di chiudere il cantiere in circa 2 anni, i lavori si sono bloccati a causa di ritrovamenti archeologici e, nel 2008 a causa del fallimento dell'impresa appaltatrice che si era aggiudicata la gara al massimo ribasso. Nello stesso anno, prima dello stop dei lavori, sono stati conclusi i lavori strutturali. Nel 2010 il cantiere è stato affidato ad un'altra ditta che è attualmente ancora impegnata sul cantiere. Le prime tre palazzine vengono consegnate il 7 marzo 2014, mentre le restanti tre saranno completate con un finanziamento di 27 milioni stanziato dal CIPE nell'ambito di un emendamento nella votazione sulla Legge di Stabilità con il quale si prevede la destinazione di 30 milioni di euro per l’edilizia giudiziaria con particolare riguardo per il completamento delle opere già cantierate.

 

Il progetto di David Chipperfield, esposto nel 2002 alla Biennale di Venezia, prevedeva inizialmente la costruzione di otto edifici (poi ridotti a sei), di altezza variabile, immersi nel verde e caratterizzati da ampie vetrate. L'idea era quello di creare un edificio giudiziario che non fosse intimidatorio ma rendesse piuttosto l'idea di una giustizia aperta ed accessibile.

La struttura, quindi, si presenta come un insieme di edifici collegati da una serie di porticati. Il progetto presenta un edificio centrale su cinque livelli che fa da fulcro della struttura caratterizzata da due torri, una di dieci livelli, l’altra di tredici. La prima torre a nord, è a sua volta affiancata da un edificio di quattro livelli chiuso posteriormente da un porticato ed aperta sul fianco nord alla nuova Piazza Dalmazia ed al Faro della Giustizia. A sud svetta la seconda torre, la più alta, la cui imponenza è interrotta da 2 edifici: il primo di quattro livelli separato dalla torre da un porticato; il secondo edificio di sei livelli che chiude tutto il complesso a sud e si affaccia sull’area di via Vinciprova.

 

Ciascun edificio è caratterizzato da un colore diverso da quello immediatamente al suo fianco: il rosso, l’ocra, il verde. Il basamento della Cittadella è rifinito con pietra nera semi-lucida, materiale che caratterizza Piazza Dalmazia, il nuovo elemento nato come raccordo tra il piano stradale e il basamento della cittadella e caratterizzato dalla pavimentazione in pietra lavica.

 

Indirizzo: Piazza Dalmazia (ingresso nord - parcheggi interrati); viale Unità d'Italia (ingresso sud - parcheggi a raso)

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