Cappella di San Ludovico
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CAPPELLA DI SAN LUDOVICO

 

Nascosta tra le mura dell'Archivio di Stato è la piccola Cappella gentilizia, di epoca trecentesca, dedicata a San Ludovico da Tolosa.

La Cappella è a navata unica chiusa da due campate, una con volta a botte e l'altra con volta a crociera e archi ogivali. Su di un lato di questa seconda parte, contornato da un arco arco di fattura tipicamente gotica, è l'affresco raffigurante San Ludovico d’Angiò, figlio secondogenito di Carlo II lo Zoppo e di Maria d’Ungheria, vissuto nella seconda metà del XIII secolo. Dopo la morte del fratello primogenito Carlo Martello, rinunciò al trono di Napoli e delle contee d’Angiò e di Provenza a favore del fratello minore Roberto ed entrò nell’ordine francescano. Consacrato vescovo nel 1296 da Bonifaci0o VIII, morì di tubercolosi l'anno successivo e fu proclamato santo nel 1317 da Giovanni XXII.

L'affresco presenta forti richiami alla cultura decorativa senese arricchita da richiami alla pittura avignonese come la prevalenza del colore sulla figura (Avignone era diventata, nel Trecento, sede papale a seguito degli scontri tra Bonifacio VIII e la nobiltà romana, dando vita alla cosiddetta Cattività Avignonese).

Il Santo, raffigurato all'interno di un ciborio sormontato da un timpano triangolare decorato con rosone (un probabile richiamo alla facciata della Basilica di Santa Chiara a Napoli, fatta realizzare da Roberto d'Angio e da sua moglie Sancia di Maiorca tra il 1310 e il 1328), si presenta in atto benedicente con indosso la mitria ed il saio francescano. La composizione evidenzia la forte componente pittorica tipica della Francia meridionale, d'altra parte Roberto d'Angio, oltre che Re di Napoli e di Sicilia, era Conte di Provenza e Forcalquier, e la stessa Avignone era sottoposta al potere del re napoletano.

 

La Cappella con il titolo di San Ludovico è menzionata in alcuni rogiti notarili: essa era dislocata sotto il palazzo dei Guarna, precedentemente appartenuto ai della Porta che, essendosi macchiati del reato di ribellione, videro confiscati i loro beni da Roberto Sanseverino, principe di Salerno. Nel Cinquecento il palazzo divenne sede della Regia Udienza e nella cappella si celebravano le funzioni religiose per i carcerati. Nel XVII secolo essa fu intitolata a San Leonardo.

Il recupero della Cappella gentilizia riveste grande rilievo nel recupero e nella valorizzazione del percorso storico di Salerno, rivalutando con forza il suo valore all'interno di un più ampio quadro culturale campano in cui la struttura architettonica e pittorica è fortemente influenzata dalla tradizione gotica francese e dalla ricerca estetica senese. Non è un caso se in un primo momento si è accostata la realizzazione dell'affresco al Maestro senese Simone Martini, presente a Napoli proprio nel 1317 quando il re angioino gli commissionò una tavola celebrativa raffigurante San Ludovico di Tolosa che incorona il fratello Roberto d'Angio, splendida opera oggi conservata nel Museo nazionale di Capodimonte.

 

APERTURA

Giorni di apertura: dal Lunedì al Sabato (chiuso la Domenica)

Orario di apertura invernale (1 Settembre / 18 Luglio): 7.40 - 18.40 (dal Lunedì al Venerdì); 7.40 - 13.40 (Sabato)

Orario di apertura estivo (18 Luglio / 31 Agosto): 7.40 - 13.40 (Lunedì, Mercoledì, Venerdì e Sabato); 7.40 - 16.40 (Martedì e Giovedì)

Ingresso: Libero e Gratuito

 

Indirizzo: piazza Abate Conforti, 7 | tel. 089 225 044 | fax 089 226 644 | email: as-sa@beniculturali.it

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