Chiesa della SS Addolorata
Chiese e Cappelle

CHIESA DELLA SANTISSIMA ADDOLORATA

 

L’edificio di culto oggi conosciuto come Santissima Addolorata, ha assunto tale nome solo nel 1868 dopo essere stato affidato all'omonima confraternita.

Originariamente la struttura sacra oggi visibile era stata dedicata al Santissimo Salvatore dai Gesuiti che la edificarono nel 1670 a completamento del Convento di Santa Sofia, a loro ceduto con atto di Re Ferninando nel 1589.

 

All’epoca la struttura conventuale di Santa Sofia era dotata solo di una piccola chiesa interna, posta verso l’estremità occidentale del complesso, totalmente inadeguata ai canoni gesuitici di edilizia sacra, per cui si acquistarono i terreni posti a meridione dell’ex monastero e si progettò una imponente costruzione in posizione dominante sull’attuale largo Abate Conforti.

 

Per la costruzione del monumentale edificio fu necessario procedere all'abbattimento di una preesistente chiesa dedicata a San Grammazio, demolizione decretata da Mons. Carafa il 29 marzo del 1670 ed avvenuta a spese degli stessi gesuiti.

Nel 1767 la compagnia di Gesù lascia la città per effetto della soppressione decretata da papa Clemente XIV e nei locali dell’ex Santa Sofia e nella chiesa, da allora detta del Carmine Nuovo, subentrano, nel 1778, i carmelitani, che lasciano il loro convento sito nel rione Carmine, all’epoca tristemente famoso per le paludi e la conseguente malaria.

Anche il convento carmelitano, per effetto delle leggi napoleoniche del 1807, viene soppresso e la chiesa assegnata alla parrocchiale di San Grammazio che li resta fino alla definitiva soppressione della parrocchia avvenuta nel 1844.

Nel 1846 il luogo di culto viene riconsegnato ai gesuiti dall'Arcivescovo Marino Paglia e qui restano fino alla nuova soppressione dell'ordine avvenuta nel 1860 a seguito dell'Unità d'Italia. Per breve tempo la Chiesa diventa sede della parrocchia di Santa Maria dei Barbuti fino alla concessione in uso (1868) alla confraternita della Santissima Addolorata.

 

Attualmente la chiesa, come l'adiacente convento, è adibito a spazio espositivo.

 

L'originale edificio barocco è rimasto sostanzialmente immutato nel tempo, con una facciata partita orizzontalmente da un cornicione marcapiano poggiante su lesene, il tutto concluso da un grande timpano triangolare. Unico intervento successivo, operato per volere dell'Arcivescovo Marino Paglia, è la creazione della monumentale scalea a doppia rampa ricurva, avvolte intorno ad una rotonda centrale che funziona come terrazza protesa verso il Largo Abate Conforti. L’interno è ad unica navata con murature scandire da due cappelle per lato e coperte da una volta a botte unghiata. L’incrocio della navata con il transetto è sormontato dalla grande cupola.

Al suo interno è conservato il monumento all’arcivescovo Mario Bolognini (1591-1605) che i carmelitani avevano eretto nella loro chiesa conventuale in segno di riconoscenza per quanto egli aveva fatto in loro favore e che qui trasferirono quando occuparono la nuova sede.

 

Indirizzo: Largo Abate Conforti

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