Chiesa della Sacra Famiglia
Chiese e Cappelle

CHIESA DELLA SACRA FAMIGLIA

 

Situata nel rione Fratte della città di Salerno, la chiesa Sacra Famiglia rappresenta un’opera di straordinario interesse architettonico: è, infatti, il primo edificio di culto realizzato interamente in cemento armato all’indomani della riforma liturgica del Concilio Vaticano II.

La chiesa, ideata e progettata dall’architetto Paolo Portoghesi e dall’ingegnere Vittorio Gigliotti, è stata tenacemente voluta da padre Nicola Roberto dei Padri Dottrinari, a cui la Parrocchia di Santa Maria dei Barbuti è affidata dal 1935.

La costruzione dell’edificio ha inizio nel 1971 dopo un impegnativo lavoro di sbancamento, di bonifica della zona e di carpenteria specializzata, che vide all’opera qualificate maestranze, tra cui anche squadre esperte nella costruzione navale, data la particolarissima curvatura delle strutture. L’edificio sacro fu completato con la celebrazione di apertura al culto tenutasi il 1º giugno 1974.

Il cerchio è l’elemento ispiratore dell’intera opera, infatti la chiesa si compone strutturalmente di sei centri contenuti in cerchi concentrici. L’idea dei progettisti è stata quella di realizzare un edificio che esprimesse, attraverso la scelta delle forme curve, i concetti di unità e di centralità del divino. Alzando lo sguardo, l’attenzione viene catturata dai tre cerchi convessi principali che, convergendo, generano la cupola. Essi, in termini artistici, rappresentano il culto celelbrato all’ombra di tre grandi alberi. La convergenza di tre elementi in uno solo allude chiaramente alle tre persone divine, secondo la logica del “tre in uno” della teologia cristiana.

Il primo cerchio più grande, che emerge dalla natura visualizzabile nelle vetrate verdi-azzurre, simboleggia il Padre Creatore; il secondo cerchio, che forma il camino del tabernacolo della presenza eucaristica, simboleggia il Figlio Gesù; il terzo cerchio, che emerge dal presbiterio con la sede per i ministri del culto e il sito del Battistero, simboleggio lo Spirito Santo.

Se da un lato è rappresentato il mistero della Trinità, dall’altro, emerge velatamente, a partire dall’abbraccio delle due rampe di ingresso che circondano l’edificio sacro, la dedica della chiesa alla Sacra Famiglia di Nazareth.

Di grande effetto sono i giochi di luce creati dalle aperture strette e lunghe delle finestre nelle diverse ore del giorno e della sera. Entrando dall’ingresso principale della rampa a destra si è posti subito di fronte ad una composizione delle vetrate che vuole dare l’immagine di una chiesa tradizionale con tetto a spiovente e alto campanile. Girandosi poi verso il centro della chiesa si entra nella nuova concezione architettonica di chiesa tipicamente postconciliare. I diversi colori delle vetrate simboleggiano il dialogo necessario tra la natura umana nel colore verde-azzurro e la natura divina nel colore giallo-bianco.

L’altare, prima mensa, situato in posizione centrale, è innalzato su un piedistallo in marmo. L’ambone, seconda mensa, in posizione decentrata, riprende lo stile a clessidra ed il materiale dell’altare, piedistallo in marmo e struttura in cemento, per richiamare, secondo le vigenti norme liturgiche, la collateralità delle due mense e la complementarità nell’unica celebrazione. La cappella del Tabernacolo della presenza eucaristica, è impreziosita da una creazione dello scultore romano Mario Siniscalco. Si tratta di un’opera realizzata interamente in ottone martellato, che si completa con i coordinati: un leggio per il messale della sede, due porta-candele dell’altare, un porta-cero pasquale ed un leggio per il messale dell’altare. Le geometriche essenzialità delle strutture tubolari sono assimilabili a fiamme accese che riscaldano i credenti e li orientano verso l’alto, dove le aperture circolari invitano al contatto diretto con Dio, tradizionalmente immaginato “nell’alto dei cieli”.

 

Indirizzo: via Nicola Buonservizi, 25 - Fratte

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