Chiesa di San Benedetto
Chiese e Cappelle

CHIESA DI SAN BENEDETTO

 

La chiesa di San Benedetto si trova in via San Benedetto a Salerno e faceva parte dell'omonimo monastero benedettino (ora adibito a caserma), a cui era collegato l'acquedotto, ancora visibile in via Arce e costruito, secondo la leggenda popolare, dal mago salernitano Pietro Bariliario in una sola notte e con l'aiuto dei diavoli: da ciò, la sua denominazione di "Ponti del Diavolo".

 

Oggi una parte del monastero ospita il Circolo Unificato di presidio Militare e il Museo Archeologico Provinciale.

 

La Chiesa e il monastero di San Benedetto sorgevano in origine sull'"Orto Magno" presso le mura della città.

La prima notizia della loro esistenza risale all'868, quando vengono citati in un atto giuridico che attribuiva alcune terre al convento.

 

Non si sa chi sia il fondatore: secondo alcuni la chiesa era già esistente in epoca paleocristiana, ma appare più verosimile che ad edificarla fosse stato Arechi II o il di lui figlio Grimoaldo III alla fine dell'VIII sec. Nel 930 il monastero assume il rango di abbazia diventando un importante centro religioso dell'Italia del Sud al punto da essere a capo, nel 936, di tutti i monasteri benedettini del Principato e delle Calabrie.

 

Le leggi napoleoniche sopprimono il monastero nel 1807 e nel 1811 la chiesa diventa un teatro, il "Real Teatro di San Gioacchino", e poi di "S.Matteo": lo resterà fino al 1845, quando, ritornata in possesso della Chiesa, viene riadibita ad uso liturgico ed elevata a parrocchia col titolo di "Santissimo Crocifisso", dalla croce del miracolo di Barliario, oggi conservata al museo diocesano.

Nel 1868 il Comune di Salerno adibisce la chiesa a deposito del distretto militare; solo nel 1963 il ministero della Difesa restituisce la chiesa alla Curia e nel 1965 iniziano i lavori di restauro e recupero delle strutture originarie. Dopo i danni subìti dal terremoto del 1980, la chiesa ha riaperto al culto. Dell'antico monastero, sono visitabili, su richiesta, il chiostro ed alcune celle (una delle quali, la più grande nonché l'unica dalla quale si veda il mare, è detta Cella di Gregorio VII).

 

Il Monastero di San Benedetto

Il monastero di San Benedetto fu costruito in epoca longobarda, tra il VII e il IX secolo, vicino alle mura orientali della città di Benevento su un altipiano chiamato Hortus Magnus.

 

Importante fu, nel Medioevo, l'istituzione della Scuola Medica, in quanto molti monaci benedettini erano anche medici e lo stesso San Benedetto aveva stabilito che presso ogni convento venisse allestito un ospedale: nel monastero giungevano spesso monaci di altri conventi per formarsi come medici.

 

Il XV secolo segnò un momento fortunato in cui vennero realizzati diversi lavori di resturo e decorazione e nel 1581 l'abbazia passò nelle mani della congregazione degli Olivetani. Agli inizi dell'Ottocento il monastero venne soppresso come conseguenza delle leggi emanate da Giuseppe Napoleone. La chiesa, che faceva parte del monastero benedettino, fu poi usata come Real Teatro e solo nel 1857 fu riadibita a uso liturgico ed elevata a parrocchia col titolo di Santissimo Crocifisso, derivante dalla croce di Barliario, oggi nel museo diocesano. Tale crocifisso è avvolto dalla leggenda secondo cui il mago Pietro Barilario vide il volto di Cristo sul crocifisso bizantino su cui stava pregando, dopo aver scontato due giorni di penitenza per aver ucciso i nipoti. Nel 1868 la chiesa viene adibita a deposito del distretto militare ed è solo nel 1965 che iniziano i lavori per recuperare le strutture originarie, dopo che la chiesa venne restituita alla Curia. L'interno della chiesa si presenta a pianta basilicale con tre navate e al di sopra ci sono delle monofore con cornice di tufo policromo. Oggi, parte del monastero è sede del Circolo Unificato di presidio Militare e il Museo Archeologico Provinciale.

 

Indirizzo: via San Benedetto

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