Chiesa di San Felice in Felline
Chiese e Cappelle

CHIESA DI SAN FELICE IN FELLINE

 

L'origine di questa chiesa è molto remota. Fu costruita nella zona detta Felline che, come risulta da vari documenti, risponde alle attuali pendici meridionali della collina di Giovi.

La più antica notizia finora conosciuta della contrada chiamata Felline è data da un documento del Codice Diplomatico Cavese dell'anno 837: "in loco qui dicitur felline" senza però alcun accenno alla chiesa di S.Felice.

La prima notizia sicura dell'esistenza di questa è del novembre 1057: Donna Teodora concede a Romualdo presbiterio la chiesa di S.Felice "in loco felline in pertinentus Salerni". Un atto di divisione di una proprietà del 1045 induce a ritenere che già in quell'anno esisteva la chiesa. Il predetto istrumento determina l'ubicazione di questo terreno in località "strectula"nel monte"super ecclesia sancti felicis", che è sotto e congiunta con una via che porta a Giovi.

Nel 1092 la chiesa di S.Felice "da fellino" "in pertinentus civitatis Salerni" è dovuta all'abate di Cava. la donazione è confermata nel 1093.

Ricordata in vari documenti dell'Index Chronologicus Pergamenarum" della Badia di Cava, del 1157,1302,1307.

Il 15 ottobre 1811 è soppressa ed unita a S.Croce. Dopo circa un millennio la chiesetta di S.Felice segnava la fine della sua vita religiosa, rimanendo per altro abbandonata per la sua solitaria posizione.

 

Nel 1960 l'armatore salernitano Antonio d'Amico provvide a sue spese a far restaurare completamente l'antica chiesetta, ed il 1 Aprile del 1961 la chiesa riottenne tutti i suoi paramenti sacri e la campana durante una manifestazione che la restituiva, come parrocchia, al culto dei cittadini. la suprema attenzione di don Luigi Zoccola e della comunità ha reso lo spazio una stella, come angolo di fede nel trentennale 1975-2005.

 

Il prospetto principale presenta un portale con arco a sesto acuto sormontato da due finestre che fanno da base ad un oculo. Il campanile a vela è traforato da due monofore che ospitano le campane. Nella facciata posteriore, tre filari di laterizio seguono l'andamento curvilineo di un abside, alternati a fasce di mattonelle poste a triangolo. L'altra, invece, è illuminata da un rosone realizzato con cornici di tufo grigio.

Due delle pareti esterne sono rese più solide da contrafforti.

L'edificio religioso ha pianta rettangolare ed un'unica navata interna, coperta da tetto a capanna. L'interno sembra essere stato generato dalla fusione di due cappelle attigue ed autonome tra loro, realizzate in epoche diverse. La più antica, risalente al IX secolo, è rivolta a mezzogiorno e comprende una piccola sagrestia, costruita con piccole pietre di fiume alternate a mattoni; la seconda è successiva di circa un secolo. Le rispettive absidi sono affiancate e gli ambienti sono raccordati da un arcone centrale.

 

Gli affreschi incorniciati in stucco, conservati nella zona dell'abside più grande, risalgono al Cinquecento e sono stati realizzati, probabilmente, da Andrea Sabatini. Essi rappresentano: al centro L' Eterno Padre, a sinistra La Madonna della Misericordia e a destra S.Felice, uno dei quattro martiri salernitani, al quale è dedicata la chiesa. L'abside minore, invece, conserva affreschi quattrocenteschi di scuola salernitana, affini a quello della lunetta del portale esterno.

 

Indirizzo: Parco degli Aranci, 20-24 - Sala Abbagnano

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