Chiesa di Sant'Agostino
Chiese e Cappelle

CHIESA DI SANT'AGOSTINO

 

La chiesa fu edificata, insieme all'annesso convento degli eremitani di Sant'Agostino, agli inizi del XIV secolo in un'area un tempo occupata dalla chiesa di Sant'Angelo ad Mare, immediatamente all'esterno delle mura meridionali della città, comportando in tal modo lo spostamento di diversi metri verso il mare della cortina difensiva.

Modificata in stile barocco come quasi tutte le chiese della città antecedenti al 1500, rimase sostanzialmente inalterata fino alla soppressione dell'annesso convento avvenuta nel 1809 come conseguenza delle leggi napoleoniche. Due anni più tardi, nel 1811, l'intendente del Principato Citeriore avvia i lavori di riqualificazione e conversione d'uso dell'antica struttura conventuale, atto che comporterà notevoli rimaneggiamenti alla Chiesa consistenti nella scomparsa dell'abside e della cupola e nello spostamento del campanile per permettere l'estensione del palazzo verso occidente.

 

Una nuova ristrutturazione avviene nei primi decenni del novecento consegnandoci la chiesa nella conformazione che oggi conosciamo

Attualmente la chiesa presenta in facciata due ordini di colonne a mezzo tondo sormontate da capitelli corinzi e timpano triangolare. Al di sopra del portale è raffigurato Sant'Agostino fra due angeli, opera dello scultore salernitano Arturo Beraglia.

L'interno è a navata unica con due cappelle per lato riquadrate da lesene scanalate con capitelli ionici. La volta è decorata da stucchi e affreschi. L'altare maggiore presenta il dipinto della Madonna in maestà con Bambino, angeli e donatori, detta di Costantinopoli, databile alla metà del Trecento, incorniciato da un notevole motivo architettonico. Negli anni sessanta del Novecento nella lunetta sovrastante fu riprodotta dal Gismondi l'Assunta di Tiziano.

Fra le opere d'arte della chiesa un posto di rilievo merita lo straordinario crocifisso della cappella laterale. Si tratta di una scultura totalmente inedita e sconosciuta agli studi, che presenta una fattura gotica la cui cronologia traverebbe adeguato posto nel corso del quattrocento, soprattutto nella prima metà. Le due statue dolenti (l'Addolorata e San Giovannino) indicano un adeguamento del gruppo in epoca barocca.

 

Al periodo rinascimentale dei primi decenni del Cinquecento appartengono tre dipinti su tavola (Sant'Andrea, Sant'Agostino,Madonna e Santi) l'ultimo dei quali, di S. Andrea da Salerno, si trova presso il Museo Diocesano. Al XVIII secolo inoltrato dovrebbe infine appartenere la statua raffigurante Sant'Agostino.

 

La Madonna di Costantinopoli

Lo storico Mazza riferisce che nel 1453 la tranquilla vita degli agostiniani fu scossa dal ritrovamento sulla spiaggia di una tavola con la raffigurazione della Vergine. Una tempesta aveva fatto naufragare una nave, proveniente da Costantinopoli, sulla quale dei mercanti avevano portato in salvo dai Turchi merci e immagini sacre, fra cui quella Madonna in seguito denominata di Costantinopoli. Gli agostiniani accolsero la tavola nella loro chiesa. Successivamente, a seguito di vari prodigi, un ambiente nel chiostro conventuale fu trasformato in cappella per ospitarla adeguatamente. Ma altre parti di quel chiostro, nel prosieguo dei tempi, furono adibiti ad usi meno trascendenti, tant'è che il 19 settembre 1600 il vicario generale apostolico degli agostiniani proibiva al priore e ai frati di far tenere dai mercanti di Solofra, in occasione delle fiere di maggio e settembre, il mercato delle pelli, nel loro chiostro, accanto alla cappella di Santa Maria di Costantinopoli.

 

Indirizzo: Largo Sant'Agostino

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