Chiesa di Santa Maria della Porta e San Domenico
Chiese e Cappelle

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PORTA E

SAN DOMENICO

 

La chiesa che oggi possiamo ammirare è una ristrutturazione settecentesca del luogo di culto annesso al convento di San Domenico e Santa Maria della Porta.

La chiesa fu edificata, come si legge sull'architrave dell'ingresso, nel 1275 per la munificenza della signora Regale della Porta, cugina dell'arcivescovo Matteo, al posto (non accanto) del tempio dedicato a San Paolo de Palearea, come si evince da un documento del 1277 in cui si trascrive l'atto della consacrazione alla presenza delle massime autorità dell'Ordine dominicano.

Edificato immediatamente all'esterno delle mura fortificate, nel 1363 fu incluso all'interno di queste ultime per volere della regina Giovanna.

Quando nel 1807 le leggi napoleoniche portano alla soppressione dei conventi e dei monasteri, il monastero di San Domenico diventa sede militare e la chiesa consegnata al parroco dei Santi Eufebio e Massimo.

Nel 1827 nella chiesa viene trasferita la sede parrocchiale dei Santi Eufebio e Massimo, con giurisdizione sui territori delle antiche parrocchie di San Massimo, Sant'Eufebio e San Grammazio.

 

La chiesa, a navata unica coperta a botte, è scandita in tre spazi in successione: la navata, con quattro cappelle per lato sormontate dagli stemmi delle famiglie che vi ebbero il diritto di sepoltura; il coro, sormontato dalla cupola; il presbiterio, anch'esso coperto a botte, sopraelevato di quattro gradini. L'altare maggiore è in marmi policromi con un ricco paliotto ed è sovrastato da una tela di anonimo raffigurante la Madonna del Rosario con San Domenico, angeli e anime purganti. Pregevoli dipinti, tra cui spicca una grande tela del cinquecento raffigurante la Madonna del Rosario tra Santa Caterina e San Domenico, decorano gli altari delle cappelle.

Sul lato sinistro del coro si apre la cappella che nel 1754 i governanti della città vollero far costruire in onore di San Tommaso d'Aquino che, secondo la tradizione, aveva insegnato a Salerno (fu maestro dell'Arcivescovo Della Porta) e dimorato nel convento domenicano. Del santo sono conservati anche una mano reliquiario ed il libro originale sulla Fisica di Aristotele. Per l'occasione fu commissionata al pittore Francesco de Mura la tela in cui è raffigurato Il dubbio di San Tommaso. Nella sagrestia, sulla destra del presbiterio, in un'ogiva, vi è un piccolo affresco di fattura gotica, databile al XIV secolo, raffigurante San Domenico che riceve l'aureola dalla Vergine.

 

Esternamente alla chiesa, sul ballatoio, si apre l'accesso all'oratorio del Santissimo Rosario, realizzato in una parte dell'antico refettorio del convento concesso nel 1631 dai domenicani alla confraternita omonima. L'ambiente è diviso in due, chiesa e sagrestia; al muro divisorio è addossato l'altare in marmi commessi del 1842, sovrastato dal quadro della Madonna del Rosario. Sul soffitto, in ventinove dipinti ripartiti in cinque ordini, sono raccontati episodi della vita di Gesù e raffigurati santi e sante. Lungo le pareti, arricchite da affreschi e da una nutrita quadreria, corrono gli stalli in noce destinati alle assemblee dei confratelli. Sulla controfacciata si osserva la cantoria con l'organo.

 

Indirizzo: largo San Tommaso d'Acquino

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