Seminario Arcivescovile Regionale Pio XI
Chiese

SEMINARIO ARCIVESCOVILE REGIONALE

PIO XI

 

Nel 1929 Salerno fu scelta da una commissione di vescovi come sede del Seminario Regionale e, nel 1930, fu stipulato un contratto per l'acquisto, da parte della Santa Sede, dell'area per la costruzione.

La zona prescelta si trovava a nord della città, in contrada Vallone Cernicchiara, più conosciuta con il nome di Cupa Cupeti, ed era quanto di meglio si potesse trovare per una simile destinazione: perfettamente isolata ed elevata, ma allo stesso tempo collegata al centro della città mediante una strada (ancora oggi chiamata via Pio XI) costruita appositamente dall'Amministrazione Comunale.

Il complesso fu progettato dall'ingegnere romano Pietro Momo nel 1930 ed i lavori, iniziati nel giugno del 1931, si conclusero dopo un anno, così le attività del seminario poterono iniziare nel novembre del 1932.

 

Il Seminario rappresentò, per la sua imponenza, la più grande operazione edilizia eseguita a Salerno durante il Ventennio, ed all'epoca veniva indicato, per la sua ampiezza, come il secondo in Italia. L'intervento comprese la costruzione di dieci padiglioni, costruiti su un terreno leggermente in declivio, ampio circa dodicimila metri quadrati. I padiglioni sono caratterizzati da coperture tradizionali, a doppia falda, e da ampie finestre rettangolari, racchiuse e collegate tra loro da una doppia cornice che correva lungo tutto l'edificio.

 

Il complesso, quando era in attività, costituiva un unico organismo diviso in cinque parti ben distinte ma collegate fra loro da ampi corridoi. La prima parte, costituita da tre padiglioni, comprendeva i ricreatori coperti ed i dormitori. La seconda parte, costituita da un padiglione, comprendeva due cappelle, una sacrestia con dei locali annessi ed era riservata all'assistenza ed alle pratiche religiose. All'insegnamento era dedicata la terza parte, composta dalle aule, da una biblioteca e dagli spazi aperti. La quarta parte invece comprendeva l'ingresso, le sale di ricevimento, il refettorio, l'infermeria e le residenze del Cardinale. L'ultima parte era composta da due padiglioni, uno dedicato alle cucine e l'altro riservato alle suore.

 

Nel 1976, a causa della crisi delle vocazioni, la Curia vendette il seminario al Comune di Salerno e da allora il complesso ha assolto a diverse funzioni nel corso degli anni: ha ospitato gli uffici del Rettorato, quando l'Università era ancora a Salerno città, le famiglie dei terremotati dopo il sisma del 1980, ed attualmente lì hanno trovato sede il Liceo Artistico, alcuni uffici comunali, il Teatro delle Arti, il casellario giudiziario ed una scuola di formazione dell'amministrazione giudiziaria.

 

Durante la giunta Giordano il Comune riuscì ad ottenere dei finanziamenti per ristrutturare i padiglioni ma l'impresa diede forfait. Durante il mandato del presidente Rastrelli, invece, la giunta regionale proposte di trasformare il complesso in un centro di produzione e formazione per professioni multimediali ma anche quella volta non vi fu un nulla di fatto. Alla fine degli anni '90 il Comune ristrutturò il parco adiacente ma il padiglione 4, che ospitava la cappella superiore e la cappella dei teologi, non fu recuperato, in quanto, benché il Comune negli anni '80 acquisì tutto il complesso, il padiglione in questione avrebbe dovuto continuare a svolgere la funzione di luogo di culto. Il Comune, come da contratto di compravendita, avrebbe dovuto ristrutturare il luogo di culto, renderlo fruibile alla cittadinanza e affidarlo alla Curia ma a tutt'oggi la chiesa risulta in totale stato di abbandono ed in progressivo degrado a causa delle vandalizzazioni subite negli ultimi decenni.

 

Indirizzo: via Guerino Grimaldi

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