Palazzo SITA
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Architettura Tra Due Guerre

PALAZZO SITA

(Palazzo Moderno)

 

Il "Palazzo Moderno" è stato realizzato, tra il 1930 ed il 1931, su progetto dell'ing. Enrico Padula a cui era stata commissionata l'opera dalla Società Italiana per i Trasporti Automobilistici (S.I.T.A.) ed è uno dei più rappresentativi esempi di fabbricato residenziale costruito a Salerno durante il ventennio fascista.

 

Il progetto è improntato ad un gusto più moderno rispetto alle edificazioni contemporanee: le linee decorative si semplificano con l'esclusione di ogni tipo di timpano e fregio, l'unica eccezione è un grande mosaico, eliminato nel dopoguerra, apposto sul fronte lato mare e decorato a motivi marini con barche a vele spiegate, una originale allegoria della "Salerno città di mare", eseguito dal M° Innocenti su disegno dell'architetto Paolo Emilio André, allievo e genero del grande architetto fiorentino Gino Coppedé.

 

Il progetto di Padula risulta quindi semplice e lineare nell'impostazione architettonica, improntato sul giusto bilanciamento tra pieni e vuoti e con un interessante motivo ad arco squadrato ripetuto nelle aperture del piano terra, un rimando al disegno del monumentale ingresso del cortile di Palazzo Conforti.

Il fabbricato ha pianta rettangolare con corte centrale interna, realizzato in conglomerato cementizio armato, una tecnologia non usuale nella Salerno dell'epoca, tanto che fu pubblicizzato sulla stampa locale con la denominazione di "Palazzo Moderno".

 

L'edificio a corte si eleva per sette livelli con quattro corpi scala dotati di ascensori Stigler (storica azienda fondata nel 1859 a Milano, acquisita nel 1947 dalla multinazionale Otis), disposti nei quattro angoli interni, e presentava in origine appartamenti dalle elevate finiture con pavimenti in marmo, portoni di accesso in noce nazionale, finissimi corrimano realizzati dalla nota ditta salernitana Angelo Catanese, atri adornati con statue portalampade e pareti rivestite da ceramiche colorate prodotte dalle storiche fornaci salernitane d'Agostino, mentre le tappezzerie erano fornite dalla ditta napoletana De Masi e, caso praticamente unico in città, tutti gli appartamenti erano dotati di scaldacqua in cucina e nei servizi igienici, così da avere sempre acqua calda disponibile in pochi minuti.

 

L'intero piano terra era occupato dagli uffici della S.I.T.A. (oggi SITA Sud) che al suo interno disponeva del deposito automezzi con accesso sito sul lato occidentale dell'edificio.

 

La rivista Idea Fascista, nel numero di dicembre del 1931, descriveva l'edificio come un vero gioiello d'arte, il frutto migliore che la tecnica potesse creare, tanto da essere indicato come "il primo palazzo d'Italia [...] bello e confortevole". Con un motivo di vanto in più: la monumentale decorazione marina realizzata tra il 5° ed il 6° livello, oggi scomparsa sotto i colpi di ristrutturazioni "poco attente".

 

Indirizzo: Corso Giuseppe Garibaldi (ingresso principale); Lungomare Trieste (ingresso secondario)

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