Palazzo di Giustizia
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Architettura Tra Due Guerre

PALAZZO DI GIUSTIZIA

 

Nel 1933 fu iniziata la costruzione del Palazzo di Giustizia sull'area in cui si teneva un grande Mercato in baracche dove, durante la guerra del 1915-18, erano stati concentrati prigionieri austriaci. Anche tale edificio risente, nella propria architettura, di quella “romanità” e della conseguente ideologia dell’Impero che prevedeva scenografie esterne ed interne di grande impatto visivo, molto presenti anche negli austeri arredi dell’epoca.

 

Il progetto iniziale portava la firma di Camillo Guerra e rappresentava un edificio ispirato all'ordine dorico modernizzato ma in seguito, la riforma della finanza locale trasferì la costruzione dell'edificio allo Stato.

I lavori proseguirono sotto la direzione del genio Civile e fu rifatto il progetto da un tecnico dell'Istituto, l'arch. Guido Quercia, il quale progettò un edificio più funzionale e semplice.

 

I lavori condotti dallo stesso Quercia terminarono nel 1939 e nel giugno dello stesso anno l'edificio veniva inaugurato dal Ministro di Grazie a Giustizia, Arrigo Solmi.

 

Dinanzi alla facciata principale del Tribunale vi è collocata la statua di Giovanni Amendola, giornalista, filosofo, uomo politico antifascista, scolpita e fusa in bronzo da Gaetano Chiaromonte nel 1949.

 

Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II (ingresso principale); Corso Giuseppe Garibaldi (ingresso secondario)

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