Villini di Via Nizza e Case Ferrovieri
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Architettura Tra Due Guerre

VILLINI DI VIA NIZZA E CASE FERROVIERI

 

Nel decennio 1918-1927 la popolazione di Salerno era aumentata di circa diecimila unità e la città era cresciuta grazie ad un notevole incremento edilizio.

Nonostante ciò il problema della casa era grave e si trascinava dietro condizioni igienico sanitarie degradate per il sovraffollamento e la consuetudine di abitare nei "bassi".

 

In considerazione dell'incremento edilizio sembrerebbe contraddittorio il sovraffollamento, ma c'è una spiegazione semplice: Salerno non era una città industriale ma un centro commerciale ed imprenditoriale affiancato dal padronato agricolo che, spostatosi dalle campagne in città, investiva i propri capitali nel l'edilizia destinata alla borghesia.

 

I Villini di via Nizza

Prima della grande guerra si erano avviati i primi programmi di edilizia popolare, ma questi furono un sostanziale fallimento, è solo tra gli anni Venti e Trenta si avviarono i primi corposi programmi di edilizia popolare con i 12 "villini" di via Nizza.

Questi in un primo momento dovevano occupare l'area del vecchio mercato ma, durante i lavori di sbancamento, si constatò la presenza della galleria ferroviaria e l'impossibilità di costruire su quell'area. Si optò dunque per una diversa sistemazione in una diversa area appartenente allo stesso fondo che, però, non avendo buone caratteristiche statiche, rese necessaria la modifica del progetto delle fondazioni con conseguente innalzamento dei costi che portarono ad operare consistenti economie sui lavori, vennero dunque eliminate le decorazioni sterne, diminuita l'altezza dei piani, ridotto l'uso del ferro e sostitutivi alcuni materiali con altri meno costosi. Si decise inoltre di realizzare i tetti a falda al posto dei terrazzi di copertura come da progetto.

 

Indirizzo: via Nizza

 

Le Case Ferrovieri

Qualche anno prima della costruzione delle case comunali di via Nizza, in una zona adiacente, la cooperativa Case Ferrovieri aveva realizzato 42 palazzine per gli alloggi dei dipendenti della stazione di Salerno. L'intervento interessò una vasta area a ovest del fiume Irno, immediatamente a ridosso dell'area dello scalo ferroviario.

Gli edifici sono di varia grandezza e seguono il concetto della palazzina a cui si accompagna sempre un piccolo giardino annesso. Le volumetrie sono compatte, ritmate solo dal corpo scala.

La scelta della palazzina era dettata dalla volontà di creare una maggiore omogeneità nel contesto morfologico della città, in modo da rendere i nuovi quartieri esteticamente contigui al centro urbano.

 

Indirizzo: via Dalmazia e via Luigi Cacciatore

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