Collezione della Camera di Commercio
Musei

COLLEZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO

DI SALERNO

 

La ricca Collezione d'Arte della Camera di Commercio di Salerno è formata da dipinti, sculture, disegni, grafiche e ceramiche, realizzate soprattutto nella prima metà del Novecento da artisti salernitani. È una collezione, dunque, che offre la giusta prospettiva dalla quale guardare lo svolgersi del dibattito artistico in città e in provincia nella prima metà del XX secolo, accogliendone le contraddizioni, i ritardi, gli slanci e le aperture.

Inaugurando la nuova camera di Commercio, il prefetto di Salerno, nel Gennaio del 1863, esclama: "Tutte le forze produttive della natura, concorrono a fare della nostra provincia la più felice e ricca contrada d'Europa, mentre l'ingegno e l'indole dei suoi abitanti la rendono la più industriosa fra le province meridionali e, per il credito che ispira, le procacciano l'affluenza dei capitali".

 

La situazione di fin de siècle a Salerno si tratteggia attraverso i dipinti di Gaetano Esposito, Raffaele Tafuri, Ulisse Caputo e Giuseppe Avallone: del primo il percorso espositivo propone una delle sue più celebri tele, Barche, attribuibile alla fine degli anni Novanta dell'Ottocento. L'esperienza artistica di Esposito (Salerno 1858 - Sala Consilina 1911) segnerà il passaggio tra due precisi momenti, operando quel travaso di temi, di allegorie proprie della tradizione napoletana: la sua pittura è divenuta, dopo la tragica morte, il mito borghese della follia, tema caro alla letteratura del tempo. Raffaele Tafuri (Salerno 1857 - Venezia 1929), Ulisse Caputo (Salerno 1872 - Parigi 1948), saranno gli unici artisti salernitani con l'amalfitano Pietro Scoppetta (Amalfi 1863 - Napoli 1920), che troveranno altrove il giusto riconoscimento: il primo farà la spola tra Salerno e Venezia, il secondo si trasferirà stabilmente a Parigi nei primi anni del XX secolo ove risiederà, tra il 1900 ed il 1908 anche Scoppetta. La pittura di Raffaele Tafuri, come si evince dal dipinto Caffè Florian di Venezia (1909), è attenta a declinare i modi propri del Favretto, attraverso una pennellata densa e solare, moderna nell'impostazione del chiaroscuro. Di Ulisse Caputo possiamo ammirare il dipinto Figura seduta con bambola, improntato da quel dettato composito, mondano e incipriato dei salotti letterari della Belle époque, proprio della pittura di Zuloaga.

L'attenzione al corsivo segno di Boldini, tra gli artisti più richiesti della borghesia parigina, e al fascino di una nuova dimensione della metropoli moderna, saranno le cifre che connoteranno l'esperienza di Pietro Scoppeta, come testimonia la bellissima tela raffigurante la Piazza della Borsa a Parigi, acquisita alla collezione della Camera di Commercio nel 1953.

I primi anni '20 vedono l'avvio la costruzione della nuova sede della Camera di Commercio, un elegante palazzo nella vivacissima via Roma, progettato dall'ingegnere romano Arturo Gasparri, che vince il concorso bandito nel 1915, portato a termine, dopo la sua morte, dall'architetto Francesco Leoni, autore fra l'altro del Museo dei Granatieri a Roma, e inaugurato nel Marzo del 1927, anno in cui la città celebra la sua storia, la sua cultura con le esposizioni organizzate nell'ambito delle celebrazioni dell'VIII Centenario dell'Unione Politica della Sicilia alla Terraferma e della fondazione del Regno nell'Italia Meridionale, tra queste spicca certamente la Prima Mostra d'Arte fra gli Artisti del Salernitano, allestita nei nuovissimi locali dell'istituto scolastico occidentale, oggi Scuole Elementari Barra. All'interno della mostra trova posto un'ampia e ben documentata sezione dedicata ad alcuni di quegli artisti che, a cavallo dei due secoli, daranno vita alla compagine dei pittori maioresi. Una pagina di storia legata alla fortuna della Costa d'Amalfi nello scenario del turismo internazionale che trova il suo primo momento di riscontro nazionale nei dipinti che Gaetano Capone esporrà all'Esposizione Generale Italiana di Torino del 1884, poi in quelli di Ferrigno, di Albino e infine di Manfredi Nicoletti, citandone solo alcuni; artisti attenti alla raffigurazione di un paesaggio en plein air, invaso da un fluido luminoso, intensamente solare che connota scelte e interpretazioni diverse, legate ad uno specifico luogo, la Costa e le sue spiagge. È quanto riscontriamo nelle opere presenti nell'itinerario qui proposto; di Antonio Ferrigno (Maiori 1863 - Salerno 1940), del quale si ammirano Bottega artigiana, la nota tela raffigurante il viale di ingresso a Villa Rufolo a Ravello, del 1927, Vaso con fiori, attribuibile al 1933 e Spiaggia, del 1935; di Angelo Della Mura (Maiori 1867-1922) testimoniato con Fiori sul terrazzo, attribuibile ai primi del nuovo secolo; mentre di Luigi Paolillo (Maiori 1865 - Vietri sul Mare 1934) sono esposte Amalfi, ultimo sole e Torre dello Scarpariello entrambe opere da restituire alla metà del primo decennio. Infine Luca Albino (Maiori 1884-1952), del quale è presente il Cortile, olio su tavoletta da datare agli anni Trenta.

Tra le nuovissime ed affermate presenze della cultura artistica in città in quegli anni di rinascita urbanistica e culturale, spicca il nome di Pasquale Avallone (Salerno 184-1965), lucido traduttore di un rinnovato appeal classicista come si riscontra soprattutto nelle numerose commesse pubbliche, alle quali si affiancano esperienze che declinano are ed inflessioni proprie di Novecento. All'Avallone il Consiglio camerale affida, nel 1927, la realizzazione di sei pannelli per il Salone, poi dedicato a Genovesi, della nuova sede, raffiguranti le principali attività dell'economia salernitana, tema ripreso nei quattro ovali realizzati, tra il 1930 e il 1931, per la nuova sede della Banca d'Italia a Salerno. Le sei tele scandiscono l'articolazione dell'ampio salone, con il soffitto impreziosito da stucchi, da rilievi plastici e da inserimenti pittorici a firma dell'artista, romano di adozione, Umberto Amati. Tra le altre opere dell'Avallone figurano Paesaggio marino e Cortiletto, entrambe del 1927, Spiaggia di Salerno, del 1940 e Trittico - Campagna, un dipinto dei primi anni Cinquanta. Alla stessa generazione di quest'ultimo appartiene Paolo Emilio Passaro (Vallo della Lucania 1878 - Napoli 1956) tra i pittori salernitani più riconosciuti nei circoli culturali napoletani degli anni Trenta, del quale è possibile ammirare Lettura, un dipinto presente nella citata mostra del 1927.

Le due grandi esposizioni del 1927 e del 1933, mettono in luce un panorama di giovani artisti attenti, con declinazioni diverse, agli esiti più diffusi di Novecento: da Mario Avallone (Salerno 1899-1953) del quale è possibile ammirare una bella Veduta della costiera amalfitana, del 1937, e un Trittico, del 1950 raffigurante il vecchio cantiere navale, a Biagio Mercadante (Torraca 1893-1971) presente in questa collezione con il dipinto Nell'orto, del 1952. Segue lo scultore Diomede Patroni al quale si deve il mezzo busto di Antonio Gramsci, del 1954, i pittori Guglielmo Beraglia e Raffaele Bella e la giovanissima Olga Schiavo (Salerno 1912-1991) presente con il dipinto Mattino di Aprile, acquisito in occasione della Prima Mostra Sindacale del 1937.

Ma il patrimonio dell'ente camerale è ben più ampio accogliendo, tra i numerosi dipinti, quelli di D'Agosto, Pappalardo, Grassi, Boffa, Zagoruiko, Lucibello, Pane, Gatto, De Vanna, Trasi, Cortiello fino a quelli di Bianco, di recente acquisizione.

Esso prosegue secondo la traccia storica, registrando la presenza di artisti che caratterizzeranno la scena del secondo dopoguerra, tra questi Napoli e Carotenuto. Di Olga Napoli (Salerno 1903 - Roma 1955) una delle figure più complesse della cultura artistica cittadina, la cui pittura assorbe i lieviti della situazione nazionale, sono presenti Vaso di Fiori, attribuibile alla fine degli anni Trenta, Glicine e Ortensie del 1933 e Costiera d'Amalfi, ulteriore versione del dipinto Terrazza sul mare, con il quale l'artista partecipa nel 1952 al Premio Michetti. Di Mario Carotenuto (Tramonti 1922), è possibile ammirare, tra le numerose opere, Natura morta con pesce, dei primi anni Cinquanta e Giardino notturno, del 1978. Si tratta di opere che testimoniano il suo ruolo di protagonista della cultura artistica salernitana del secondo dopoguerra, interprete di una pittura che svolge fili di continuità, con sostanziali aperture a nuovi linguaggi, dell'esperienza del Novecento italiano.

 

APERTURA

Giorni di apertura: dal 12 Dicembre al 10 Gennaio ogni Venerdì e Sabato

Orario di apertura: 17.00 - 21.00

Ingresso: € 5,00 (intero con obbligo audioguida) | € 2,00 (per giovani dai 13 al 25 anni e per gruppi di almeno 4 persone) | Gratuito per bambini fino a 12 anni e per adulti dai 65 anni

 

Indirizzo: Sede Storica della Camera di Commercio - via Roma, 29 | tel. 089 278 6815 | email: info@salernoincontra.com

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