Hotel d'Angleterre
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HÔTEL D'ANGLETERRE

 

Tra la seconda metà del 1700 e la fine dell'800 il Regno di Napoli/Due Sicilie (ed anche dopo l'unità) fu meta privilegiata del turismo internazionale, soprattutto di provenienza inglese il quale scelse in particolar Napoli ed alcune altre località della Campania quali destinazioni per due tipologie di villeggiatura: il turismo storico/artistico/archeologico e quello dei "viaggi della speranza" di tipo sanitario.

 

Il ritrovamento delle grandi aree archeologiche, con l'avanzare del gusto neoclassico in tutta Europa fu certamente il principale motore di questa corsa al viaggio verso il Sud, ma la Campania Felix, amata terra di villeggiatura sin dai tempi dei patrizi romani che qui costruivano le loro ville, per gli inglesi rappresentava anche una ambita metà sanitaria.

L'Inghilterra del 1700-1800 soffriva di un fortissimo inquinamento ambientale causato dalla rapidissima

industrializzazione e dal conseguente sovraffollamento delle grandi città. L'inquinamento e le scarse condizioni igieniche portarono con se un aumento esponenziale della Tisi (Tubercolosi) e, per chi era in condizioni economiche per farlo, il viaggio in determinate mete delle coste Campane era particolarmente consigliato dai massimi esponenti della medicina britannica. Tali condizioni (contemplazione della storia e viaggi della speranza) furono il principale motivo della formazione di importanti colonie nelle maggiori città marine del Regno borbonico.

 

Queste comunità di più facoltosi amavano spostarsi sul territorio alla scoperta dei luoghi, e per favorire la loro mobilità nel massimo della sicurezza e comodità promossero la realizzazione di decine di strutture in città considerate strategiche per l'organizzazione delle visite, e tra queste vi era Salerno, dove furono realizzate due strutture poste sulla via Marina: l'Hotel Vittoria (successivamente Albergo Diana), e l'Hôtel d'Angleterre.

 

All'epoca Salerno era vista soprattutto come base per la visita ai templi di Paestum, riscoperti nel 1762 (per le località della Costa d'Amalfi e per la Badia della SS Trinità di Cava si preferiva la stessa Cava, dove erano presenti tre strutture di origine inglese, ed Amalfi, con l'Hotel Convento dei Cappuccini dotato anche una chiesa anglicana.

 

L'Hôtel d'Angleterre, edificato intorno alla metà del 1800 e oggi destinato a civili abitazioni, all'epoca della realizzazione prospettava in riva al mare offrendo una panoramica veduta dalla costa d'Amalfi ad Agropoli, posto in posizione favorevole per gli spostamenti via mare e via terra, inoltre il centro cittadino, con l'antica cattedrale, i vicoli e le caratteristiche botteghe erano immediatamente raggiungibili a piedi.

 

L'albergo è incluso nel 1907 nei "coupon" di Thomas Cook and Son, il più antico ed importante - all'epoca - tour operator del pianeta, mentre nel 1909 è inserito nella guida turistica Baedeker, stampata dall'omonimo editore tedesco e considerata la più completa ed affidabile fin dal 1836.

 

Con la realizzazione all'inizio del '900 delle prime città giardino e il costante miglioramento delle condizioni sanitarie ed ambientali, il continuo alimentarsi delle comunità inglesi campane si ridimensiona e molte strutture a loro egate vengono chiuse e convertite a nuovi usi e tra queste vi è l'Hôtel d'Angleterre.

 

L'Hôtel d'Angleterre compare anche in un libro dello scrittore e giornalista anglo-francese William Le Queux ed intitolato T"he Golden Face: A Great Crook Romance", pubblicato nel 1922.

 

Indirizzo: via Roma, 132

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