Palazzo Fruscione
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PALAZZO FRUSCIONE

 

Palazzo Fruscione è un eccellente esempio di stratificazione architettonica plurisecolare. La sua struttura conserva in maniera evidente i resti del nucleo normanno costituito da almeno due piani e due corpi di fabbrica con livelli differenti.

Nel XIII secolo fu interessato da notevoli lavori di ristrutturazione insieme al riassetto della strada e probabilmente a quel periodo risalgono i tre portali sul vicolo dei Barbuti. Gli ambienti su vicolo Adelberga furono realizzati verso la fine del XIII secolo mentre il secondo piano risulta con un unico intervento concluso verso l'inizio del XIV secolo. Il pian terreno nel XVII secolo fu adibito a stalle, funzione che indica come l’edificio fosse utilizzato all’epoca come Casa di Alloggiamento, e con questa riconversione si perse l'antica scalinata d'accesso ai piani superiori a coda di pavone.

Nel XIX secolo si tentò di recuperare la bellezza di questi ambienti impreziosendoli con decori come due stipiti di marmo decorati con temi vegetali.

 

L’edificio conserva tre ordini caratterizzati da pregevoli elementi architettonici. La facciata orientale presenta al pian terreno tre portali sormontati da archi a tutto sesto con tarsie in tufo grigio e giallo, al primo piano cinque bifore scolpite, di cui una conserva una decorazione dipinta in rosso raffigurante degli anelli intrecciati, e al secondo piano una serie di polifore intrecciate caratterizzate da archi acuti sorretti da piccole colonne.

I paramenti murari più antichi sono quelli che persistono sull’attuale via Canali. Su questa facciata, nel corso del restauro degli anni cinquanta, fu rinvenuta una tarsia caratterizzata da una decorazione a rombi in tufi gialli e grigi e, con la successiva asportazione di diversi strati d’intonaco sono venute alla luce due monofore realizzate in tufo e laterizio.

Sempre sul versante occidentale, al pian terreno, recentemente è emersa una decorazione simile non ricollegabile però a quella del piano sovrastante in quanto si trova in un corpo più arretrato verso est. In questo caso si tratta di un portale con arco a tutto sesto in conci bicromi sovrastanti un arco minore decorato con rombi di cui le parti più scure risultano di tufo grigio mentre quelli chiari sono intonacati. Gli stipiti della muratura sono costituiti da blocchi di arenaria che si ritrovano anche in altre aperture.

Nella parte più alta del paramento è presente una decorazione costituita da blocchi di tufo incorniciati da laterizi. Questa decorazione è da considerarsi una fascia marcapiano oppure un parapetto a cui si legavano le finestre sempre realizzate con tufo e laterizio. Per quanto riguarda le tarsie bicrome sono paragonabili alla Cattedrale di Salerno e al vicino Castel Terracena il che data la fase più antica di palazzo Fruscione al XII secolo. Al secondo piano, nella parte sud, è possibile confrontare due corpi di fabbrica diversi, uno in pietra più chiara ed uno dove si trovano le monofore normanne, cosa non possibile invece al primo piano a causa della realizzazione di ambienti moderni e di un barbacane antisismico. Sul corpo di fabbrica più recente sono riscontrabili due tipi di decorazioni architettoniche: da una parte sono presenti tracce di un sistema di archi a tutto sesto intrecciati che formano nicchie archiacute in stucco, dall'altra pochi resti nell'intonaco di una decorazione a tema vegetale con foglie e racemi. Sul fronte occidentale sussistevano due decorazioni architettoniche rimaste però inalterate e mai unificate allo stile del secondo livello, probabilmente perché questo prospetto perse importanza con la presenza del corpo di fabbrica inferiore. All'interno la finestra in tufo e laterizio fa riferimento ad un piano di calpestio più alto rispetto a quello attuale di circa 140 cm. Alla fase normanna risale anche una colonna con capitello di reimpiego caratterizzato da semplici foglie e paragonabile a quelli delle cattedrale di Aversa.

 

Duranti i lavori di restauro degli anni '10 del XXI secolo sono state rinvenute tracce di muratura che rinviano ad un complesso termale d'epoca imperiale, dei mosaici e degli affreschi del II secolo. L'ambiente con il mosaico, le cui pareti sono rivestite da decorazioni in rilievo di stucco e dipinti, apparteneva alle terme romane realizzatetra il I e il II secolo d.C., individuate nel sedime del palazzo arechiano posto a sud di palazzo Fruscione. Tracce di ben tre successivi restauri del mosaico fanno comprendere che le terme furono frequentate fino alla metà del V secolo. All’interno dell’area di scavo sono state ritrovate due tombe che hanno restituito i resti umani di due maschi adulti di età compresa tra i 30 e i 40 anni.

L’esplorazione di un ambiente rettangolare, ubicato nella zona prospiciente vicolo Adelberga, ha permesso di indagare un butto dell'XI secolo con numerosi resti di pasto di origine animale, ceramica da mensa e da dispensa, semi e legumi. Negli ambienti a sud sono state messe in luce alcune strutture appartenenti all'epoca sveva quali il piano di calpestio e la porta meridionale in uso nell'edificio nella prima metà del XIII secolo. Lo scavo praticato all'interno dell'ambiente sud ovest ha mostrato le fossa di fondazione dei muri perimetrali di epoca.

 

Indirizzo: Largo San Pietro a Corte / vicolo Barbuti

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