Palazzo Genovese
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PALAZZO GENOVESE

 

Palazzo Genovese è certamente uno dei palazzi signorili più importanti della città per immagine e posizionamento in una delle piazze storicamente più rilevanti.

Esso costituisce la cortina meridionale di Largo Campo, sul quale si eleva la facciata principale, oggi parzialmente nascosta dal prolungamento di un altro edificio.

 

Da documentazioni ritrovate recentemente risulta che l’edificio sia stato realizzato in luogo di un dei palazzi della nobile famiglia dei Pinto ceduto ai Padri Teresiani che ne promossero una prima ristrutturazione con ampliamento (1724). In seguito gli stessi Teresiani concessero al barone di Montecorvino, Matteo Genovese, l’enfiteusi perpetua della “casa palaziata” per un canone annuo pari a 165 ducati, e l’obbligo di investire 4.000 ducati in opere di restauro.

Altri documenti parlano di una demolizione, probabilmente a causa di un crollo causato da un sisma nel 1730.

 

L’incarico di progettista per il restauro fu affidato al giovane architetto napoletano Mario Gioffredo (conosciuto anche come il Vitruvio napoletano), che in seguito diventerà uno dei principali architetti napoletani della seconda metà del Settecento. I lavori iniziarono nel 1744 e nell'agosto del 1745 era in via di realizzazione il portale.

Trattandosi di un lavoro giovanile del Gioffredo (nato nel 1718), si comprende come l’edificio fosse l’espressione dei forti legami culturali con i maestri del Gioffredo quali Francesco Solimena, Martino Buonocore e Giovanni Antonio Medrano. Lo stile infatti non è quello personale, chiaramente riconoscibile, delle opere avanzate come Palazzo Cavalcanti o il restauro operato al Palazzo D’Avalos del Vasto. Nelle elaborate linee del portale a timpano spezzato si riconoscono le evoluzioni stilistiche del Solimene, mentre l'ampia scala aperta riprende il modello del Sanfelice, conosciuto appunto come Scala Sanfeliciana.

 

Strutturalmente l’edificio si presenta a pianta rettangolare con cortile interno su cui si apre la monumentale scala a due rampe su volte rampanti. Le strutture verticali sono in muratura di tufo ed i solai in legno coperti da volte a crociere e a vela e da pavimenti in marmo e marmette di graniglia colorata.

L’esterno è decorato a stucchi mentre il grande portale d’ingresso ed i portali minori degli ambienti terranei sono in conci di pietra.

Notevoli furono i danni dovuti ai bombardamenti alleati effettuati durante l’operazione Avalanche, quando l’edificio era utilizzato come scuola media. Solo nel 1994 è stato eseguito un intervento più approfondito di restauro che ha riconsegnato dignità estetica all’edificio oltre a due sale per mostre temporanee allestite nelle ex-stalle.

Un’ala dell’edificio è oggi affidata all’Università di Salerno che mantiene al suo interno alcuni uffici.

 

Indirizzo: Largo Sedile del Campo

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