Palazzo Giannattasio
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PALAZZO GIANNATTASIO

(Palazzo De Ruggiero)

 

Fra i palazzi gentilizi del centro storico quello Giannattasio, detto anche De Ruggiero, è uno dei più importanti per stile architettonico, posizione e storia ed è sito proprio di fronte all'ingresso del Duomo, un chiaro segnale del prestigio della famiglia proprietaria.

L'area molto vasta del palazzo, che va da via Botteghelle a Ovest, via Romualdo Da Guarna a Sud e piazza Alfano ad Est, comprende diverse strutture collegate fra loro. La più conosciuta è collocata dinanzi alla Cattedrale di San Matteo, ed è la parte centrale delle varie "anime" di questo storico edificio.

Secondo fonti indirette del XVII secolo l’edificio è stato in un primo momento proprietà dei baroni Pepoli, che risultavano imparentati con la nobile famiglia dei Della Calce a cui risulta intestato l'edificio nel corso del diciottesimo secolo.

 

Significativo è il 1749, anno in cui i Della Calce hanno ceduto l'edificio alla famiglia Giannattasio, originaria di San Cipriano Picentino.

L'atto notarile della vendita è fondamentale per risalire a notizie importanti sulla configurazione dell'area, accennando anche alla presenza di un giardino (andato perduto) e di un secondo ingresso sito sulla via delle Botteghelle.

 

Il palazzo è chiaramente ispirato all'architettura napoletana di scuola vanvitelliana in cui tutto è organizzato intorno ad un asse verticale centrale. ed è composto da un portale d'ingresso e due balconi di rappresentanza.

Il portale, anche se scenografico, non concede molto al decorativismo barocco, ma è costituito da linee pulite e nette; l'arco del portone è incorniciato da due coppie di lesene articolate in blocchetti, con un architrave liscio ed essenziale. Al centro della chiave di volta dell'arco è lo stemma della famiglia Giannattasio, mentre l'epistilio è prolungato con un leggero fregio a forma di S su ambo i lati. Al di sopra, in asse col portale, si aprono due ampie balconate sovrapposte, realizzate con un efficace effetto chiaroscurale.

Gli stemmi dei Giannattasio (uno scudo in cui è raffigurato un braccio destro che impugna una saetta nell’atto di colpire un ippogrifo alato, sormontato da tre stelle) si vedono anche sui pilastrini dei balconi e sull'angolo meridionale dov’è un fregio a mascherone in stucco, che rimanda a coevi esempi napoletani del Settecento. Sul lato interno sono posizionate tre colonne che dovevano essere parte di una loggia aperta sul giardino prima dei lavori effettuati nel palazzo. Il vasto cortile interno raccorda anche gli edifici del lato Nord, dove si notano ampie arcate nell'angolo orientale, forse corrispondenti alle scale interne. Sul lato meridionale è ancora ben visibile un invito con una piccola rampa di scale che doveva corrispondere all'ingresso al palazzo e alle stanze con la loggia ed il giardino dell'edificio confinante.

 

Indirizzo: Piazza Alfano I

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