Palazzo Ruggi d'Aragona
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PALAZZO RUGGI D'ARAGONA

 

Il sontuoso palazzo che si impone con la sua grande mole su via Tasso è il risultato di un ampliamento edilizio settecentesco, ma le sue origini sono certamente antecedenti, avendo ospitato nel 1555 il sovrano Carlo V, di ritorno da Tunisi.

 

La famiglia Ruggi si insedia in città nell’XI° secolo, quando Salerno diviene capitale del Ducato di Puglia e Calabria, ma è con l'arrivo degli Angioni a Napoli che accresce costantemente il suo potere, rivelandosi tra le più fedeli sostenitrici dei regnanti napoletani i quali ricambiano concedendo loro ampi privilegi, mantenuti anche con le successive dominazioni. Non a caso è con il regno di Federico d'Aragona (1496-1501) che fu concessa l’aggiunta di “d’Aragona” al cognome di famiglia.

Destinato ai primogeniti era il titolo di Maestro e Custode

della prestigiosa Fiera di San Matteo, posizione che consentiva facili guadagni grazie agli appalti pubblici e alla riscossione dei tributi mercatali.

L’abile uso di questa posizione di privilegio consentì a Matteo Ruggi d’Aragona, in un Settecento complesso e foriero di cambiamenti culturali e sociali, con una borghesia in rapida ascesa e la parallela caduta del potere nobiliare, di non soccombere bensì di accrescere la propria posizione economica e politica.

A questo periodo risale il grandioso ampliamento, attribuito dallo storico Alfonso Gambardella all'architetto napoletano Ferdinando Sanfelice, con cui si realizzano due corpi di fabbrica separati da via Torquato Tasso (l'antico decumano) e collegati tra loro da una galleria.

Il monumentale ingresso in conci di pietra di tipo fasciato dava accesso alla corte interna e da qui, attraverso la monumentale scala, ai percorsi orizzontali fatti di innumerevoli ambienti quali anticamere, camere, camerini, studi, salottini, saloni ed una cappella gentilizia, tutti riccamente decorati di quadri di pregevole fattura. A completare la composizione decorativa il mobilio in stile Luigi XIV, tappezz ride in seta e complementi di gusto rococò come specchi, lampade, servizi di porcellana etc.Concludevano gli ambienti abitativi le cucine, le dispense e gli ambienti per la servitù.

Non ci è pervenuta documentazione attestante l’effettiva opera progettuale del Sanfelice ma sappiamo che, nello stesso periodo, questi si occupò della ristrutturazione del convento di San Giorgio proprio per volere della famiglia Ruggi, probabilmente unica famiglia salernitana economicamente in grado di usufruire dell’opera dell’archistar napoletana.

 

L'attuale aspetto neoclassico dei prospetti risale invece alla ristrutturazione ottocentesca con cui si è modificata anche la monumentale scala, resa ancora più scenografica, mentre invariato resta il portale d'ingresso alla corte.

 

Di notevole interesse è la Fontana di Nettuno situata nel cortile e realizzata negli anni ’30 del secolo scorso.

 

La Fontana del Nettuno

La Fontana è posta in una nicchia semicircolare della facciata ed è in stile rococò. Vi sono collocati, in una rappresentazione altamente scenografica, Nettuno, un cavallo, un fanciullo ed una sirena. Le figure sono avvolte in onde marine e scolpite in pietra e arenaria, all'interno di una ampia vasca. Un impianto scenico ispirato alla romana Fontana di Trevi.

La sua realizzazione risale al 1935 e fu voluta dal preside dell'Istituto Commerciale (all'epoca insediato nel nobile edificio), Giovanni Cuomo. Più volte rimaneggiata nei decenni, è oggi in attesa di un concreto restauro.

 

Indirizzo: via Torquato Tasso, 46

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