Palazzo San Massimo
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PALAZZO SAN MASSIMO

 

Nonostante l'aspetto settecentesco, Palazzo San Massimo (o Maiuri) è un edificio dalla storia millenaria ed è sito nell'area del "Plaium Montis", la zona più alta e antica del centro storico di Salerno.

 

Nonostante non vi sia unanimità e manchino chiari riferimenti storici al riguardo si ritiene plausibile che il monumentale palazzo e l'annessa chiesa siano stati fondati, tra l'861 e l'865, dal principe Guaiferio, che nella stessa area aveva la sua casa privata (Guaiferio divenne principe di Salerno nell'861 succedendo ad Ademaro).

 

l palazzo ha un suo fascino perché conserva ancora una parte medioevale della sua struttura, proprio la chiesa, che, anche se rimaneggiata, mostra ancora l’intero colonnato con sei colonne di spoglio disposte tre per lato.

 

La struttura architettonica del palazzo costituisce uno dei primi esempi altomedievali, documentati e datati, nel quale si intrecciano alcuni elementi riconducibili alla cultura classica e a quella paleocristiana e carolingia. Mentre i fusti delle alte colonne sono tutti diversi ed in marmo di diversa qualità, i capitelli sono tutti uguali, di ordine corinzio, indicando la provenienza da un unico edificio romano. Come spesso è accaduto con i palazzi del centro storico di Salerno, anche il San Massimo è stato protagonista di cambiamenti nel corso degli anni.

In particolare c’è stato un cambio di proprietà frazionata, quando la città stava per cadere nelle mani dei normanni. Gisulfo II, ultimo principe longobardo di Salerno, donò la propria parte alla Badia della SS. Trinità di Cava dei Tirreni.

Le trasformazioni più recenti risalgono al sedicesimo secolo, quando l’edificio è stato venduto a privati.

Il piano nobile, in parte compromesso dal plesso per le aule scolastiche e da lavori di adeguamento, presenta ancora sostanziali tracce del valore di una volta. Di grande bellezza e ricchezza storica sono i balconi di mezzogiorno, dai quali è possibile vedere le costiere Cilentana e Amalfitana. Proprio questi balconi hanno travi di sostegno decorate con mascheroni tardomanieristi a forma di protomi animali. Le sale interne, invece, di discrete dimensioni, hanno il soffitto composto da travi lignee con camera d’aria e cielo coperto da carte dipinte con paesaggi marini.

 

Oggi l’ingresso è decorato da un portale con ampie volute schiacciate e stilizzate di cultura tardo settecentesca, che segnano un intervento di delimitazione dell’ala dell’edificio. Questa parte, stando ad alcuni atti notarili, corrisponde ai piani nobili e di rappresentanza, ai quali si accedeva attraverso una scala interna, la stessa ancora visibile oggi. Per capire effettivamente la struttura, è indispensabile tener conto del dislivello del suolo, in quanto si parla spesso di scale per passare da un ambiente ad un altro. L’ingresso era collocato sul lato di mezzogiorno, l’attuale via Trotula de Ruggiero e c’era un giardino con palmeto recintato che immetteva negli spazi coperti, dove si trovavano le strutture di servizio, dai depositi, alle cucine, ai bagni.

Questa parte dovrebbe corrispondere, ovviamente con profonde modifiche, all’insieme di costruzioni che delimitano l’edificio sul lato nord. Attraverso queste stanze, scendendo alcuni scalini, si accedeva allo spiazzo sul vicolo pubblico, ancora oggi presente, sul quale si apriva l’ingresso alla cappella di San Massimo e Sant’Eufemio.

 

Divenuto proprietà del Comune di Salerno (a cui tuttora appartiene), negli anni trenta del XX secolo venne adibito a scuola media, per poi cadere in abbandono dal dopoguerra. Nonostante la sua grandissima importanza storica ed artistica, la struttura è tuttora in attesa di restauri.

 

La Chiesa di San Massimo e Sant'Eufemio

Uno degli ambienti più interessanti, situato a pianterreno, è l'antica Chiesa di San Massimo edificata dal Principe Guaiferio tra l'861 e l'865 il cui portale d'ingresso, murato, è tuttora parzialmente visibile su una delle facciate laterali esterne; decorata riccamente durante il medioevo, fu adibita a palestra quando il complesso era usata come scuola.

Durante alcuni lavori di consolidamento alle fondazionidel palazzo Vairo, nel 1924, un una stanza adiacente alla chiesa furono rinvenuti due blocchi di marmo finemente scolpiti, appartenenti alla fabbrica medioevale. Sui blocchi risulta questa testo: «[…]Guaiferius prinpes instinctu flamins almi ardua haec struxit moenia pulchra domus».

Dell'antico splendore, rimangono oggi solo otto possenti colonne romane di spoglio (del secolo di Settimio Severo) dai capitelli compositi che, secondo il Kalby, sono riconducibili all'epoca saveriana (II secolo d.C.).

 

Indirizzo: via San Massimo

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