Palazzo d'Avossa
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PALAZZO D'AVOSSA

 

Palazzo d’Avossa è tra i più importanti edifici seicenteschi della città per valore storico e per qualità architettonica.

Dell'edificio non esiste una vera e propria biografia, se non alcuni documenti che ne testimoniano l’edificazione seicentesca e che ne certificano il possesso a Prospero Della Calce, nobile salernitano deceduto nel 1711. Attraverso gli atti di certificazione dei beni in possesso del Della Calce, è possibile constatare come l’edificio nel tempo non abbia subito grosse modifiche alla sua configurazione.

 

Il palazzo è composto da due fabbricati autonomi separati da un vicolo, collegati con passetti. Il primo scavalco si sviluppa al primo e al secondo piano in corrispondenza di un vicolo secondario, il secondo con una analoga struttura che da vita ad una terrazza monumentale estesa fino a via Dei Mercanti.

 

L'intero piano nobile occupa l'area di entrambi gli edifici e sono opera negli anni quaranta del diciottesimo secolo. L'intera fabbrica si estende su una superficie di 1.330 mq elevandosi su quattro livelli che raggiungono una altezza fuori terra di circa 20 metri.

Gli appartamenti dei piani inferiori conservano gli originali ingressi autonomi e si presentano con uno sviluppo molto più limitato rispetto al piano nobile. Il primo piano costituiva un appartamento autonomo che affacciava sulla strada ed era fornito di un proprio ingresso (oggi è parte integrante degli uffici della Soprintendenza che qui ha sede). Il portale principale, ampio e decorato con conci marmorei e motivi a treccia con al centro lo stemma marmoreo dei D'Avossa, sembra risentire maggiormente dello stile neoclassico. Questo aspetto si riscontra anche in altri episodi decorativi, fra cui spiccano con forza le cinque statue del cortile, che rappresentano lo sfoggio di un adeguamento culturale alla linea neoclassica napoletana, collegato ai profondi cambiamenti che si verificarono proprio a cavallo tra XVII e XIX secolo.

Questo carattere è riscontrabile sia nella statua raffigurante Dioniso che in quella che raffigura una figura muliebre romana, così come nella "Leda con il Cigno". Vi è poi sullo scalone un’altra statua, di fattura tardogotica, raffigurante un uomo barbuto con un nodoso bastone in mano.

 

Nel 1700 l’architetto napoletano Ferdinando Sanfelice ne curò il restauro, donandogli l’aspetto barocco che ancora conserva e che fa perno sul portale monumentale. Da quest’ultimo parte un corridoio, coperto da una volta a botte unghiata, che conduce al cortile in cui la scenografia è dominata da quattro statue sei-settecentesche e da una quinta, di fattura romana, proveniente dal foro romano sito nell’area di Piazza Abate Conforti.

Sul lato destro dell'ingresso è collocata un elegante scala aperta strutturata secondo la visione tipica settecentesca con rampe rettilinee collegate da ballatoi intermedi. Nei piani intermedi delle scale sono collocati mascheroni spegnifiaccola. Originariamente lo scalone era affrescato con scene mitologiche ispirate alla Gerusalemme Liberata, oggi andate completamente perdute. Un altro portale in pietra grigia posto nel cortile conduce alla scuderia.

 

Nel piano nobile, oggi sede degli uffici del Soprintendente, spicca un'antica decorazione e un dipinto sul soffitto del camerino raffigurante l’Immacolata ed un dipinto che copre il soffitto dell'anticamera, raffigurante l'Allegoria dell'Abbondanza. Il salone principale presenta un palchetto all'ingresso con una serie di puttini a rilievo in stucco. Gli altri due piani corrispondono ad innalzamenti del XIX e XX secolo, sfruttando il piccolo appartamento al di sopra del piano nobile destinato alla servitù.

Il piano ospita altre notevoli sale quali la Sala delle Dame, la Saletta di Don Saverio e la Sala delle Feste oltre alla bella Biblioteca ed alla Cappella Gentilizia.

 

Negli anni il Palazzo ha ospitato diversi personaggi illustri quali Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Giuseppe Garibaldi. Nel 1944 fu inoltre una delle sedi del Governo Provvisorio.

 

Indirizzo: via delle Botteghelle, 11

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