Villa Carrara
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VILLA CARRARA

 

Villa Carrara risale alla seconda metà del XIX secolo quando era diffusa tra i nobili salernitani l’usanza di costruire ville estive lungo la strada che conduceva da Salerno a Persano, nota località di caccia della nobiltà del Regno di Napoli, particolarmente amata dai Reali di casa Borbone.

 

Come ieri, l’ingresso principale è situato lungo la via Posidonia, invece l’accesso ai giardini è situato sul lato ovest. Un tempo vi si accedeva attraverso un lungo arco a botte collegato anche alla casa colonica annessa alla villa ed in seguito sacrificata per la costruzione della strada denominata via VI Settembre.

La costruzione rurale ospitava il colono del fondo e la produzione era costituita soprattutto da vini perché la zona, in gran parte, era destinata a vigna. In essa si producevano anche ortaggi e frutta varia.

ll palazzetto Carrara fu costruito tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, in stile neogotico, con forti accenti di architettura umbertina; in tipico stile neogotico sono gli archi e gli archetti della facciata principale con linee ondulate e ritmicamente svolte.

Presenta un loggiato a due livelli, di cui quello inferiore ad archi ed il portale originario in piperno inglobato nel rifacimento neogotico.

 

L'edificio verso la metà del sec. XIX ha subito dei rifacimenti che si possono notare nella parte superiore dell'ingresso caratterizzato da finestroni stile gotico.

Per la sua costruzione furono utilizzati il "tufo grigio" e la “pietra di Faiano". Il palazzo nel 1960 venne privato della parte sinistra per consentire l'apertura della Via VI Settembre e favorire la crescita dell'area urbana.

 

Originariamente Villa Carrara aveva un ampio "Parco" che si estendeva fino al mare. Dopo il 1938 è stato notevolmente ridotto, per consentire lo sviluppo urbanistico di Salerno.

L'edificio, donato dagli ultimi eredi Carrara al Sacro Ordine dei Cavalieri di Malta, ha subito un costante degrado proseguito per decenni fino alla fine degli anni ottanta il giardino, di circa 2000 mq con un’aiuola al centro e quattro laterali ospitanti palme, magnolie e pini, era pressoché abbandonato.

Solo con l'inizio degli anni '90 e l'accordo raggiunto tra l'Ordine ed il Comune di Salerno si cono potuti avviare importanti lavori di restauro che hanno reso la Villa un importante polo culturale per i quartieri della periferia orientale, ed il Giardino un rigoglioso polmone verde all'interno di un quartiere altamente antropizzato.

Ancora oggi nel Giardino sono visibili alcune piante ronamentali messe a dimora nel 1922 dai conti Domenico e Gustavo Carrara. Infatti nella parte centrale dei giardini una magnolia allarga maestosamente i suoi rami, mentre due araucarie (araucaria excelsa), ai lati estremi del fabbricato, hanno raggiunto una notevolissima altezza.

 

Indirizzo: via Posidonia (ingresso Villa) | via Luigi Settembrini (ingresso principale giardini) | via Vi Settembre (ingresso secondario giardini)

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