Palazzo De Clario
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PALAZZO DE CLARIO

(ex-Hotel Vittoria)

 

Fino alla fine del '700 la città di Salerno era compressa all'interno delle mura medievali e solo piccoli nuclei abitati erano presenti fuori della cinta difensiva, in particolare nei pressi del porto dove era il Borgo di Sant'Anna al Porto.

Solo nei primi anni dell'800 Salerno si avvia lungo una corposa crescita demografica favorita dalla progressiva industrializzazione e questo spinge l'Amministrazione a programmare nuove espansioni urbane immediatamente fuori le mura (che vengono parzialmente abbattute insieme alle antiche Porte monumentali).

 

La prima di queste espansioni si ha proprio nell'area a ridosso del Borgo di Sant'Anna con la realizzazione del Rione Nuovo sito lungo la strada diretta a Vietri sul Mare.

L'area si presenta come una compatta cortina di edifici

dai decori semplici ed eleganti e caratterizzati da balconcini alla romana leggermente aggettanti. Unico "squarcio" sulla linea edificata sono i Gradoni De Sanctis, oggi attrezzati con un efficiente sistema di scale mobili, necessari a collegare via Indipendenza con via Madonna del Monte, area su cui sorgevano alcune ville di campagna della nobiltà salernitana.

 

Immediatamente a nord dei gradoni è il Palazzo dei De Clario, fatto edificare negli anni '40 dell'Ottocento su progetto dell'Amministrazione Comunale di Salerno per fini produttivi come la gran parte degli edifici realizzati in quello che era, a tutti gli effetti, il "centro direzionale" della città. Sin dalla realizzazione e per quasi cinquant'anni il Palazzo è stato sede dell'Hotel Vittoria, realizzato per rispondere al nuovo ruolo svolto da Salerno nel circuito del Grand Tour ottocentesco (con Cava de' Tirreni fu punto di sosta e ristoro sulla impervia strada che collegava la capitale Napoli ai ritrovati templi dell'antica Paestum).

Il crescente flusso di visitatori, attirati non solo dai grandiosi templi ma anche dalla salubrità dell'aria delle coste campane, era prevalentemente di nazionalità britannica e questo spinse i gestori ad intitolare la struttura alla Regina Vittoria in segno di omaggio verso gli ospiti d'oltremanica.

In questa fase storica l'area portuale non è ancora quella a cui siamo oggi abituati ed il Rione Porto è inesistente. Questo favorisce Palazzo De Clario che, libero da altri ingombri, consente agli ospiti di godere di una invidiabile posizione panoramica sul Golfo di Salerno spaziando dalla Costa d'Amalfi al Cilento.

Chiuso l'Hotel, Palazzo De Clario diventa ambito tra le personalità più in vista della Città tanto che industriali come Filippo Moscati, membri dell'esercito come il generale piemontese Luca Dho o l'avvocato e deputato cilentano Francesco Alario ne fecero la loro residenza, attratti dal notevole cortile interno e dalle ampie stalle. Particolare è la figura di Francesco Alario, ricordato soprattutto per l'impegno politico con cui ottenne la realizzazione della rete stradale che consentì, sul finire dell'800, di collegare Salerno con Sala Consilina, Vallo della Lucania e Campagna, oltre ad aver permesso la costruzione della ferroviaria Eboli-Reggio Calabria. Per la sua presenza l'edificio è stato a lungo chiamato anche Palazzo Alario.

 

In questo periodo il Rione Nuovo diviene anche il luogo preferito dalle élite aristocratiche e dalle nuove classi dirigenti che, in carrozza o seduti ai tavoli dei Caffé, godevano della brezza marina, dei giardini della nuova Villa Comunale e della musica dei Caffè e del nuovo teatro municipale, importante punto di ritrovo culturale particolarmente apprezzato dal commediografo napoleano Eduardo Scarpetta.

 

All'edificio è legata una storia di bigantaggio che coinvolse, nel 1865, due coppie inglesi ospitate nell'albergo e che mise in risalto l'inadeguatezza politica del governo italiano, creando forti incrinature nei rapporti con la corona inglese oltre a provocare l'inasprimento repressivo in territori, quelli meridionali, già fortemente colpiti da 4 anni di "lotta al brigantaggio": il pomeriggio del 15 maggio, le due coppie erano di ritorno in albergo dopo una lunga mattinata trascorsa a Paestum quando vennero fermati dalla banda di Gaetano Manzo, un brigante di Acerno che agiva tra il salernitano e l'avellinese. Interessante è la lettura del racconto di Moens, uno dei quattro sequestrati, che fa ben comprendere il rapporto di "amicizia" instaurato tra rapiti e rapitori (Gaetano Manzo, in seguito ai racconti del Moens sulla California e l'Australia, propose all'inglese di andare in America insieme offrendogli la guida della spedizione). Il sequestro si concluse con il pagamento del riscatto (30.000 ducati) per cui Manzo, persona alfabetizzata, rilasciò "regolare" ricevuta.

All'interno dell'albergo un avviso affermava che «Il sig. V. de Maio, proprietario dell'Hotel Vittoria di Salerno, informa i viaggiatori desiderosi di visitare i templi di Paestum, che la strada tra Salerno e Paestum ora è perfettamente sicura grazie alla vigilanza del generale Avenati, comandante la Divisione Militare, che ha disposto delle pattuglie lungo la strada a Battipaglia, Barizzo e Paestum».

 

Indirizzo: piazza Francesco Alario, 1

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