Forte La Carnale
Sistema Difensivo

FORTE LA CARNALE

 

A circa 500 metri dalla foce del fiume Irno si erge, sull'omonimo promontorio, la torre denominata “La Carnale".

La struttura, fatta costruire nel 1569 dal facoltoso imprenditore di Coperchia Andrea Di Gaeta per volere del viceré spagnolo Pedro de Ribeira, si presenta a pianta quadrata, con merlature ed un torrino superiore, dove, con ogni probabilità, trovavano alloggio i soldati.

Già alla fine del XV secolo i sovrani aragonesi presero provvedimenti contro gli attacchi degli arabi. Nel secolo XVI la situazione divenne più grave: l'imperatore spagnolo e i viceré si trovarono a fronteggiare la potente flotta turca che, con le sue incursioni, portò anche allo spopolamento degli abitati costieri e ad un conseguente calo del commercio. Per far fronte a questa situazione il viceré Don Pedro di Toledo ideo, nel 1522, un nuovo sistema di torri collocate ad distanza tale da consentire

una comunicazione diretta l'una con l'altra per mezzo di segnali di fumo, di giorno, o sorgenti luminose, durante la notte. In questo modo si dava la possibilità alla popolazione di mettersi in salvo abbandonando le case per rifugiarsi nei boschi, nei sotterranei o nelle torri di difesa. Queste torri avevano molteplici funzioni e venivano chiamate con nomi diversi. Si ebbero le torri "semaforiche" che servivano per segnalare i movimenti degli assalitori; le torri di "vedetta", con la duplice funzione di punti di osservazione presidiati da drappelli armati; le torri di "sbarramento", collocate direttamente sul litorale o alla foce dei fiumi; le torri "cavallare", come nel caso del Forte La Carnale, che ospitavano oltre al presidio armato, anche messaggeri, i cavallari appunto che, in caso di incursione, erano incaricati di avvertire velocemente la postazione più vicina.

Per il tratto di costa che da Salerno arriva ad Agropoli furono ordinate sette torri di cui quattro nel territorio della città di Salerno: una torricella sul Monte San Giovanni, una torre grande alla marina di Vietri, una di guardia sulla montagna e, infine, La Carnale.

Sul significato del termine Carnale vi sono opinioni discordanti. Alcuni ritengono sia da collegare al fatto che sul luogo esistevano, ed esistono tuttora, caverne e che sia da mettere in relazione con l'etimo greco Keìro, tagliare, dal quale, poi, derivarono i termini medievali di caverno, cavare, tagliare. Altre fonti invece affermano che la torre Carnale, il cui nucleo originario risale al periodo longobardo, conobbe nell'anno 872 una sanguinosa strage di saraceni.

Altra ipotesi, accreditata da documenti del Codex Diplomaticus Cavensis, ci dice che il toponimo si riferisce alla struttura pubblica giudiziaria dove si seppellivano i giustiziati e, forse, si compivano anche le esecuzioni.

Nel 1647 il Forte divenne la sede del comando di Ippolito da Pastena, il Masaniello Salernitano, che utilizzò il forte come base di comando per la rivolta contro il viceregno spagnolo e gli attacchi da parte della flotta francese. Durante il Regno borbonico il Forte fu munito di cannoni a presidio della città.

Dopo l'unità d'Italia e fino al 1924 il forte perse la sua funzione di guardia per diventare deposito di munizioni, destinazione che la fa oggi indicare spesso come la Polveriera.

Oggi la roccaforte ci appare ancora sullo sperone del Torrione (37mt s.l.m.) al di là della foce dell'Irno, in aperto rapporto visuale con il Castello di Arechi e con la Torre Angellara, ed ospita uno dei più famosi locali della movida salernitana.

 

Nell'immediato dopoguerra la torre rischiò seriamente l'abbattimento quando fu presentato alla Giunta Comunale il progetto di quella che sarebbe diventata la chiesa di Santa Maria ad Martyres. Il progetto, di cui ancora esistono gli elaborati depositati in archivio, fu fortunatamente accantonato e la chiesa fu edificata in un terreno adiacente ai piedi della torre.

 

APERTURA

Giorni di apertura: nei giorni di apertura del locale pubblico ivi presente

Orario di apertura: su richiesta al gestore privato della struttura

Ingresso: libero

 

Indirizzo: via La Carnale, 1 | tel. 089 935 8211

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