Le Torri Fuori le Mura
Sistema Difensivo

LE TORRI FUORI LE MURA

 

Con i cambiamenti geopolitici della seconda metà del quattrocento (fine della guerra dei cento anni tra Inghilterra e Francia, presa di Costantinopoli da parte dei Turchi, conquista del Sultanato di Granada da parte degli spagnoli e scoperta delle Americhe) si avvia un nuovo approccio al concetto di sistema difensivo dei territori napoletani. Le mura delle città non sono più in grado di reggere agli assalti dei pirati turchi ed arabi e per ovviare alle mancanze difensive il viceregno spagnolo avvia, nei primi anni del 1500, un ampio programma di ampliamento delle linee fortificate.

Per i territori della provincia salernitana che va dal comune capoluogo fino ad Agropoli vengono commissionate ad imprenditori locali sette torri costiere di cui tre posizionate nel territorio dell'odierno comune di Salerno. La Carnale (di cui trattiamo a parte), la Torre Angellara e la Torre di Vicentino (o Picentino).

 

La Torre Angellara

La torre è a pianta quadrata con cinque caditoie per lato e, diversamente dalla torre della Carnale, sorge tuttora isolata.

Posta ad est di Salerno, appena un po’ fuori dal centro abitato, in un contesto di periferia destinato ad attività turistico-balneari, a meno di trecento metri dal mare, prende il suo nome dal luogo in cui si trova, che era denominato "Angellara", dal torrente Anguillerium che attraversa la zona e nel quale, probabilmente, si effettuava la pesca delle anguille.

Questa torre non viene nominata nell’ordine di costruzione del 1563, ma sicuramente i lavori per la sua erezione furono iniziati nel 1569 e da quella data in essa risulta attivo anche il servizio di guardia del litorale. Ai primi dell'Ottocento, nella torre fu sistemato un posto telegrafico insieme con un posto di dogana, rimasto attivo fino al 1866, quando tale fortificazione fu messa in vendita con tutte le altre.

A due livelli, con volte a botte girate entrambe nella stessa direzione, dal mare verso terra, fa eccezione alla prassi, ipotizzata per la tipologia delle torri vicereali napoletane, secondo la quale, nella maggior parte delle torri a pianta quadrata, le volte a copertura dei vari livelli venissero orientate ortogonalmente l’una all’altra allo scopo di una migliore distribuzione dei carichi sulla muratura perimetrale. Un terzo piano è costituito da una serie di vani intercomunicanti, posti lungo tutto il perimetro, tranne che per il lato rivolto verso il mare.

Ciascuno di questi vani è coperto da volta a botte con soprastante tetto in legno. Anche in questo caso le mura sono massicce con spessori variabili da cm. 80 fino a cm. 110. Il coronamento è risolto con le caratteristiche troniere.

La scala interna, a collegamento tra il primo piano e la copertura, è ricavata nello spessore della muratura. Al piano terra, illuminato da un unico vano finestra posto in alto e realizzato sezionando la volta a botte, probabilmente quando la torre fu adibita a residenza, si accede attraverso una stretta porta, anch’essa aperta forse nel XIX secolo.

Internamente il piano terra non è intonacato e rivela una muratura in pietrame misto, con pavimento in battuto di terra mentre all'esterno l’edificio, completamente intonacato, lascia trasparire una struttura portante in tufo.

Il posizionamento della torre era stato studiato ad arte per evitare ogni possibile via di accesso dalla piana di Mercatello, costringendo quindi l'invasore a spostare il proprio percorso di attacco più a sud, nell'area detta Migliaro.

La Torre Angellara era, insieme con La Carnale e la Crestarella di Vietri sul Mare, la più imponente fra le opere di difesa contro i Turchi erette in provincia di Salerno. Le dimensioni, decisamente maggiori rispetto al progetto tipo degli ingegneri vicereali e la posizione strategica, posta sulla spiaggia ma vicino ad una campagna fertile, lasciano supporre che fosse una torre di tipo difensivo.

Nel tempo la struttura non ha subito eccessive manipolazioni, tuttavia la garitta del terrazzo è stata sostituita ed ampliata per la realizzazione di nuovi ambienti, mentre nell'area esterna adiacente fu realizzata una masseria, poi abbattuta durante il ventennio fascista per far posto alla Colonia Marina. Attualmente sulla terrazza di avvistamento della torre, dal lato terra, tre ambienti comunicanti con volte a botte indipendenti, ricordano la stessa composizione spaziale presente a coronamento della torre della Carnale, per cui si potrebbe ipotizzare che l’aggiunta di queste stanze nelle due torri sia avvenuta nello stesso periodo, probabilmente come parte di un unico intervento di ampliamento attuato agli inizi dell’Ottocento.

La torre, dopo essere stata usata per molti anni come alloggio per alcuni militari, attualmente è abbandonata e risulta di proprietà della Marina Militare di Napoli.

 

Indirizzo: via Generale Mark Wayne Clark

 

La Torre di Vicentino (o Picentino)

E’ la prima torre a pianta circolare che si incontri procedendo da Salerno verso Agropoli.

Comunemente definita Torre Picentina per via della vicinanza alle sponde del fiume Picentino, viene però ufficialmente definita, nelle fonti ufficiali più antiche, con la denominazione di Vicentino.

La torre è sita al limite del comune di Salerno col comune di Pontecagnano, a monte della strada Litoranea che da Salerno conduce ad Agropoli e si configura come una struttura dal tronco conico, su pianta circolare, con otto caditoie e muretto di coronamento.

La struttura è attualmente di proprietà privata ma, in quanto bene vincolato e quindi non suscettibile di modifiche, è stata lasciata in uno stato di totale abbandono con il conseguente inesorabile decadimento. Come le altre torri, compresa nel piano del 1563 ed attiva dal 1568 per la guardia del litorale, passato il pericolo delle incursioni turche, fu inizialmente destinata a posto di dogana, ma, come la Torre di Tusciano, fu abbandonata, prima del 1825, a causa della generale insalubrità dei terreni alluvionali di cui è composta la piana del Sele.

Ancora oggi la torre conserva il suo carattere di isolamento, essendo contornata da un ampio terreno di pertinenza - chiuso da un cancello, bloccato da ogni genere di materiali di risulta - ma non il suo antico rapporto col mare, dal quale risulta separata non solo dalla strada Litoranea, ma anche da un complesso sportivo sito sulla costa.

Con parte delle caditoie, del parapetto di coronamento e della muratura crollate, la torre di Vicentino è ancora parzialmente intonacata all’esterno. Anch’essa non può dirsi rimasta conforme all’origine, a causa delle evidenti manomissioni subìte in epoca recente, che, tuttavia, per la mancanza di documentazione, non possiamo datare con precisione. La manomissione più recente è certamente del secolo scorso e consiste in una sopraelevazione in calcestruzzo armato e mattoni che ne ha deturpato le caratteristiche peculiari e la linea sobria e leggera.

Evidente nella muratura uno squarcio di notevole entità, succesivamente riparato con una muratura in mattoni, probabilmente causato dall'apertura di un vano di accesso al piano terraneo che originariamente era, anche qui come in tutte le altre torri della piana, del tutto privo di collegamenti con l’esterno. Oggi tale accesso è privo di qualsiasi infisso e per il suo tramite si raggiunge un ambiente che risulta sottoposto al piano di campagna della torre di quasi un metro. Gli orizzontamenti interni sono costituiti da volte emisferiche ed all’interno una scala conduce dal primo livello al terrazzo di copertura, mentre di una scala esterna che conduceva direttamente all’accesso del primo piano si conserva solo parte della base di un piedritto di sostegno. Tale scala esterna, come per le altre torri, fu probabilmente aggiunta solo nel XIX secolo, ma verosimilmente agli inizi del XX era già crollata.

 

Indirizzo: via Salvador Allende (zona Villaggio del Sole)

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